Dott. Giorgio Sanguedolce - Medicina Fisica e Riabilitativa
Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa, Terapia del Dolore con trattamenti personalizzati per il recupero funzionale e il benessere fisico, utilizzando tecnologie all'avanguardia
+39 091 986 7879
gsanguedolce@hotmail.com

Ultime News

"Il movimento è vita e la fisioterapia aiuta a mantenerla"
Title Image

Incontinenza urinaria: quando rivolgersi allo specialista

Home  /  In Evidenza   /  Incontinenza urinaria: quando rivolgersi allo specialista

Incontinenza urinaria: quando rivolgersi allo specialista

L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. Può manifestarsi durante uno sforzo, un colpo di tosse, una risata o un’attività sportiva, oppure presentarsi insieme a un bisogno improvviso e difficile da controllare di urinare.

È un disturbo più diffuso di quanto si pensi, ma molte persone evitano di parlarne per imbarazzo o perché lo considerano una conseguenza inevitabile dell’età, della gravidanza o di un intervento chirurgico.

In realtà, l’incontinenza urinaria non dovrebbe essere semplicemente sopportata. Una valutazione specialistica permette di comprenderne le caratteristiche, individuarne le possibili cause e impostare un percorso terapeutico personalizzato.

Un disturbo che può influire sulla vita quotidiana

Anche perdite urinarie occasionali possono modificare abitudini e comportamenti.

Chi ne soffre può iniziare a:

  • evitare l’attività fisica;
  • limitare le uscite;
  • cercare continuamente un bagno;
  • ridurre l’assunzione di liquidi;
  • rinunciare a viaggi o momenti sociali;
  • avvertire disagio durante la vita di coppia;
  • utilizzare protezioni senza affrontare la causa del problema.

Questi cambiamenti possono incidere sul benessere, sull’autonomia e sulla qualità della vita. Rivolgersi a uno specialista significa superare l’imbarazzo e affrontare il disturbo con un approccio medico appropriato.

Le principali forme di incontinenza urinaria

L’incontinenza non si manifesta sempre nello stesso modo. Riconoscere le circostanze in cui si verificano le perdite è importante per orientare la valutazione.

Incontinenza urinaria da sforzo

La perdita si verifica quando aumenta la pressione all’interno dell’addome, per esempio durante:

  • tosse o starnuti;
  • risate;
  • corsa o salti;
  • sollevamento di pesi;
  • esercizio fisico;
  • passaggio dalla posizione seduta a quella eretta.

Può essere associata a una ridotta capacità del pavimento pelvico di sostenere correttamente vescica e uretra.

Incontinenza urinaria da urgenza

È caratterizzata da un bisogno improvviso, intenso e difficilmente controllabile di urinare, talvolta seguito da una perdita prima di riuscire a raggiungere il bagno.

Può accompagnarsi a:

  • aumento della frequenza delle minzioni;
  • necessità di urinare durante la notte;
  • difficoltà a rimandare lo stimolo;
  • sensazione di dover individuare sempre un bagno nelle vicinanze.

Incontinenza urinaria mista

Presenta caratteristiche sia dell’incontinenza da sforzo sia di quella da urgenza. Il paziente può quindi avere perdite durante un movimento o un colpo di tosse e, contemporaneamente, episodi legati a uno stimolo improvviso.

Esistono anche altre forme di incontinenza, che richiedono un inquadramento medico specifico. Per questo motivo è importante evitare diagnosi autonome e programmi di esercizi standardizzati.

Qual è il ruolo del pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli, legamenti e strutture di sostegno situato nella parte inferiore del bacino.

Partecipa a diverse funzioni fondamentali:

  • sostiene vescica, intestino e organi pelvici;
  • contribuisce al controllo urinario e intestinale;
  • collabora alla stabilità del bacino;
  • interviene nella funzione sessuale;
  • lavora insieme alla muscolatura addominale e respiratoria.

Un pavimento pelvico poco efficiente può non riuscire a contrastare adeguatamente gli aumenti di pressione causati da tosse, starnuti, sforzi o attività fisica.

Tuttavia, il problema non dipende sempre soltanto da una debolezza muscolare. In alcuni casi possono essere presenti eccessiva tensione, difficoltà di coordinazione, ridotta sensibilità o un’attivazione eseguita nel momento sbagliato.

Per questo non è sufficiente eseguire esercizi generici trovati online: occorre prima capire quale sia la reale condizione funzionale del paziente.

Chi può essere interessato?

L’incontinenza urinaria può riguardare donne e uomini di età diverse.

Tra le situazioni che possono favorirne la comparsa troviamo:

  • gravidanza e parto;
  • menopausa;
  • interventi chirurgici in area pelvica;
  • prostatectomia;
  • sovrappeso e obesità;
  • tosse cronica;
  • stitichezza e sforzi ripetuti;
  • attività sportive ad alto impatto;
  • patologie neurologiche;
  • riduzione della mobilità;
  • cambiamenti legati all’età.

La presenza di uno o più fattori di rischio non significa che il disturbo debba essere considerato inevitabile. Anche dopo il parto, la menopausa o un intervento alla prostata, le perdite meritano una valutazione.

Quando è consigliabile rivolgersi allo specialista?

È opportuno richiedere una valutazione quando:

  • si verificano perdite durante tosse, risate o attività fisica;
  • compare un’urgenza improvvisa difficile da controllare;
  • è necessario urinare molto frequentemente;
  • ci si sveglia ripetutamente durante la notte;
  • si utilizzano assorbenti o protezioni per paura delle perdite;
  • si evita lo sport o la vita sociale;
  • il disturbo compare dopo il parto;
  • le perdite iniziano dopo un intervento chirurgico;
  • i sintomi tendono a peggiorare;
  • il problema interferisce con la qualità della vita.

Non è necessario attendere che gli episodi diventino frequenti o abbondanti. Una valutazione precoce può aiutare a intervenire prima che il disturbo condizioni maggiormente la quotidianità.

Come si svolge la valutazione?

Il primo passo è raccogliere informazioni precise sui sintomi e sulla storia clinica.

Durante la visita possono essere approfonditi aspetti come:

  • momento e modalità di comparsa delle perdite;
  • frequenza degli episodi;
  • presenza di urgenza;
  • abitudini urinarie e intestinali;
  • eventuali gravidanze o interventi chirurgici;
  • attività lavorativa e sportiva;
  • farmaci assunti;
  • altre patologie presenti.

La valutazione funzionale permette inoltre di esaminare il controllo, la forza, il rilassamento e la coordinazione del pavimento pelvico, tenendo conto anche di postura, respirazione e gestione delle pressioni addominali.

Quando necessario, il paziente può essere indirizzato verso ulteriori approfondimenti diagnostici o altri specialisti.

Riabilitazione del pavimento pelvico: un percorso personalizzato

La riabilitazione non consiste semplicemente nel contrarre ripetutamente i muscoli.

Il programma può comprendere:

  • presa di coscienza del pavimento pelvico;
  • apprendimento della corretta contrazione e del rilassamento;
  • esercizi calibrati sulle capacità individuali;
  • coordinazione con respirazione e movimento;
  • controllo delle pressioni addominali;
  • rieducazione delle abitudini minzionali;
  • indicazioni per le attività quotidiane;
  • progressivo ritorno all’attività fisica;
  • eventuale utilizzo di tecnologie riabilitative specifiche.

Nelle donne con incontinenza urinaria da sforzo o mista, le linee guida indicano il training supervisionato della muscolatura del pavimento pelvico tra i trattamenti conservativi di prima scelta.

La supervisione è importante perché consente di verificare che gli esercizi siano eseguiti correttamente, adattare progressivamente il programma e monitorare i risultati.

Perché gli esercizi fai da te possono non essere sufficienti?

Contrarre il pavimento pelvico nel modo sbagliato può coinvolgere prevalentemente addominali, glutei o muscoli delle cosce senza produrre il risultato desiderato.

Inoltre, rinforzare una muscolatura già troppo contratta potrebbe aumentare alcuni disturbi.

Un programma efficace deve quindi essere costruito sulla base della valutazione e può prevedere obiettivi diversi:

  • rinforzare;
  • rilassare;
  • migliorare la resistenza;
  • aumentare la rapidità della risposta;
  • recuperare la coordinazione;
  • modificare abitudini che aumentano la pressione sul pavimento pelvico.

Lo stesso esercizio non è adatto a tutte le persone e a tutte le forme di incontinenza.

Alcune abitudini da non sottovalutare

Nel percorso possono essere valutati anche comportamenti quotidiani capaci di influire sui sintomi.

Bere pochissimo per paura delle perdite, per esempio, non rappresenta necessariamente una soluzione e può rendere l’urina più concentrata. Anche andare in bagno continuamente “per sicurezza” può modificare progressivamente le normali abitudini vescicali.

Stitichezza, sforzi ripetuti, aumento del peso corporeo, tosse persistente e gestione non corretta dei carichi possono aumentare la pressione sul pavimento pelvico.

Le indicazioni devono sempre essere personalizzate e adattate alla situazione clinica del paziente.

Quali segnali richiedono una valutazione medica tempestiva?

È importante rivolgersi rapidamente al medico quando le perdite compaiono improvvisamente o sono associate a:

  • sangue nelle urine;
  • dolore o bruciore durante la minzione;
  • febbre;
  • difficoltà a svuotare la vescica;
  • debolezza o alterazioni della sensibilità agli arti inferiori;
  • dolore lombare intenso e improvviso;
  • perdita del controllo intestinale;
  • sintomi neurologici di nuova insorgenza.

In questi casi è necessario escludere condizioni che richiedono un approfondimento specifico.

Un problema frequente, ma non da accettare in silenzio

Parlare di incontinenza può risultare difficile, ma è il primo passo per ricevere un aiuto adeguato.

Le perdite urinarie non devono essere considerate automaticamente una conseguenza inevitabile dell’età, della gravidanza o di un intervento. Una valutazione accurata permette di definire il tipo di disturbo e individuare il percorso più appropriato.

Nel mio studio a Palermo mi occupo della valutazione e della riabilitazione del pavimento pelvico, attraverso programmi personalizzati e, quando indicato, il supporto di tecnologie specifiche.

👉 Prenota una visita fisiatrica per una valutazione specialistica e scopri il percorso più adatto alle tue esigenze.

👉 Prenota la tua visita qui o contattaci per maggiori informazioni.

Visualizzazioni: 1